Il Pipistrellaio

Da qualche anno si parla sempre più spesso di eliminare le zanzare con l’impiego di rifugi artificiali ad hoc per i nostri amici pipistrelli, considerati loro grandi divoratori; numerosi cittadini, come anche molte amministrazioni comunali, hanno deciso di aderire a questa meritevole iniziativa, installando sulle proprie case e sugli edifici pubblici, quelle che vengono chiamate “Bat-Box” letteralmente “scatola per pipistrelli

Questi mammiferi infatti, hanno sempre più difficoltà nel trovare luoghi dove poter trascorrere il periodo invernale dell’ibernazione, dove poter riprodursi e allevare i piccoli, nonché nascondersi e riposarsi durante il giorno, prima di involarsi dopo il tramonto per affrontare la caccia notturna. Per questo, può essere utile l’installazione di bat-box o cassette nido.

In realtà, l’idea di installare rifugi artificiali per pipistrelli e di sfruttare il loro vorace appetito di zanzare non è cosa recente, ma risale a più di un secolo fa. Anzi, ancora molto prima: già nella Roma antica, come testimonia Plinio nella Naturalis historia, si parlava di zanzare e pipistrelli, ai quali riconosceva il merito di essere dei grandi divoratori di zanzare.

All’inizio del secolo scorso invece, il Prof. A. R. Campbell, un medico texano di San Antonio, dopo più di vent’anni di studi ed esperimenti sulla malaria, sulle zanzare e sui pipistrelli, notò che essi costituivano il mezzo più efficace per limitare la presenza di zanzare in zone acquitrinose; la loro presenza era quindi fondamentale per combattere indirettamente la malaria. Campbell progettò a tal proposito la costruzione delle cosiddette “Bat-tower”, poi ribattezzate in Italia “Pipistrellai” o “Pollai per pipistrelli”: erano delle grandi costruzioni verticali in legno, alte fino a quindici metri, montate su palafitte, poste in luoghi isolati, umidi e insani, che i chirotteri potevano usare come “dimore” di riposo e riproduzione.

Le notizie sugli esperimenti di Campbell arrivarono in quegli anni anche in Italia, e suscitarono forte interesse nel generale dell’Aeronautica G. B. Marieni il quale, dovendo fronteggiare il problema delle febbri malariche nelle zone di addestramento delle truppe, prese contatti con Campbell.

In quel periodo, anche l’Italia come del resto il nostro territorio, era alle prese con il grave problema sanitario della malaria; per questo si intraprese una vera e propria lotta biologica con l’utilizzo di pipistrelli come regolatori naturali.
Il generale Marieni, studiò e costruì infatti i pipistrellai basandosi sullo schema del ricercatore americano e divenne concessionario del brevetto per l’Italia, registrando a suo nome migliorie strutturali apportate all’originale.

In seguito, vari pipistrellai furono costruiti dopo la prima guerra mondiale nell’Agro Pontino, vicino a Foggia e in Sardegna.

Purtroppo di questi antichi pipistrellai italiani, precursori delle moderne bat-box, non resta alcuna traccia, a differenza di alcuni pipistrellai americani che sono stati restaurati e dichiarati monumenti storici. Negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Irlanda, ancor oggi vengono costruiti anche se con criteri più moderni, ecologici e anche estetici. Alcune di queste torri sono proposte addirittura come sculture e sono state progettate da famosi architetti di concerto con zoologi e naturalisti, come nel Griffis Park di Buffalo nello Stato di New York.

Prima che venissero scoperti gli insetticidi chimici cosi dannosi per l’ambiente e che si compissero le grandi opere di bonifica delle zone paludose, si era cercato in effetti di combattere la malaria anche con questi metodi naturali, certo più semplici di quelli odierni, ma di sicuro meno costosi e soprattutto non dannosi per l’ambiente.

E allora perché non ricostruire qui a Maccarese, con riproduzione fedele agli originali, un pipistrellaio all’interno del bellissimo paesaggio agrario della Riserva? Tutto ciò abbinato magari ad un percorso storico-culturale a vocazione turistica capace di mostrare la realtà dei tempi passati di questa nostra terra di bonifica.

Sarebbe bello arricchire il presente di ciò che ha fatto parte del passato, sia per “conoscere”, ma anche perché, visti i tempi che corrono, dal passato dovremmo prendere spunto per promuovere azioni ecosostenibili . E allora, quale miglior modo se non ricostruire un pipistrellaio?

di Riccardo Di Giuseppe – Naturalista, Resp. Oasi WWF Litorale Romano

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Una risposta

  1. maurizio begalli ha detto:

    Magari seguissero tutti il tuo progetto !!! Figurati che qui ad Aranova (zona nuova) si va avanti a delibere condominiali ed approvazioni su disinfestazioni a raffica senza ottenere alcun risultato, tranne che per i primi 3/4 gg. ma nessuno vuol capire l’inutilità di tutto ciò.

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