Maccarese: birdwatcher o spotter?

È ormai consuetudine vedere nei campi di Maccarese gruppi di persone “armate” di binocoli e cannocchiali attente ad osservare il cielo sopra le nostre teste.
Arrivano con le loro macchine svoltando per la prima strada sterrata che incontrano, scendono chiudendo lo sportello senza far rumore, e da quel momento in poi il paesaggio agrario intorno a loro si trasforma nel set di uno dei più eccitanti documentari naturalistici.

Sono ormai in molti a chiedersi chi sono e cosa fanno ore e ore con il naso all’insù; la risposta è semplice: sono dei Birdwatcher!
Birdwatching significa letteralmente “osservazione degli uccelli” e spesso si accompagna con lo studio e l’ascolto del loro canto; chi lo pratica viene definito Birdwatcher o Birder. Già da tempo è diventato un vero e proprio hobby che riguarda quindi l’osservazione e lo studio in libertà degli uccelli, nel loro ambiente naturale.
La piana di Maccarese con il suo paesaggio fatto di coltivi incisi dai canali di bonifica, filari di eucalipti, macchie e zone umide si presta benissimo a questa particolare disciplina.
Il Birder già dalle prime luci dell’alba è pronto per lunghe camminate durante le quali ama ascoltare, in silenzio, gli impercettibili suoni della natura. Si veste in modo poco vistoso per essere mimetizzato al meglio all’interno dell’ambiente naturale.
L’attrezzatura utilizzata prevede la presenza di un buon binocolo, di una macchina fotografica, di un taccuino dove annotare avvistamenti e dati significativi, ma soprattutto di una guida naturalistica, fondamentale per il riconoscimento delle varie specie di uccelli.
Nonostante l’attività del birdwatching abbia preso piede in Italia in tempi abbastanza recenti, gli appassionati sono ad oggi molte centinaia. Il numero sembra comunque destinato a crescere in modo esponenziale anche grazie ai moltissimi corsi proposti e alle molte mailing-list su internet che mettono in comunicazione tutti gli appassionati del settore.
A questo proposito, il territorio di Maccarese è diventato ancor più noto nel novembre del 2010, grazie all’avvistamento eccezionale alle Vasche di Maccarese e nei coltivi limitrofi, della Damigella di Numidia uccello raro appartenente alla famiglia delle gru.
L’osservazione straordinaria dell’esemplare è stata la seconda segnalazione di sempre per il Lazio e la nona per l’Italia. Per circa una decina di giorni la Damigella è stata osservata da centinaia di birders provenienti da tutta Europa.
Tutto ciò a testimonianza ancora una volta di come il paesaggio agrario di Maccarese, e le Oasi WWF in esso presenti, svolgano un ruolo fondamentale come punto di sosta e svernamento di moltissime specie di uccelli, lungo l’importante via di migrazione della costa laziale.
Sempre più crescente è però il timore che questa radicata passione possa essere danneggiata dal progetto di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino, che investirebbe buona parte della tenuta di Maccarese.
Se da una parte questo sicuramente produrrebbe danni all’ambiente, all’avifauna e al suo sempre crescente turismo naturalistico che coinvolge centinaia di visitatori silenziosi, dall’altra potrebbe fare contenti tutti quelli che gli aerei li amano: i cosiddetti “spotters”, appassionati fotoamatori specializzati in fotografia di aereomobili.
Sembra essere infatti anche questo un passatempo esaltante e fuori dal comune, nel quale gli interessati passano intere giornate all’aria aperta,
facendo uso della propria cultura aereonautica, a entusiasmarsi osservando quegli imponenti frutti della fisica e della tecnologia nella speranza di catturare un soggetto particolare come un aeromobile con una livrea rara, piuttosto che una compagnia aerea inconsueta.
Ed ecco quindi che il nostro meraviglioso territorio potrebbe trovarsi ad affrontare la crescita di due fenomeni: quello del birdwatching da una parte e quello dello spotting dall’altra. Due passioni a confronto che sono, per loro natura, in contrapposizione.
Da una parte la tutela della natura, dall’altra l’espansione dell’uomo e dei suoi progetti. Quale sarà la scelta più auspicabile per noi?
Lasciamo ai lettori “l’ardua” sentenza, anche se in realtà non dovrebbe esserci esitazione nel mettere al primo posto la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, e della qualità di vita che ci offre.
(di Riccardo Di Giuseppe – Naturalista, Responsabile oasi WWF di Macchiagrande)

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